Vi proponiamo un itinerario sulle tracce dei pirati nel Salento, che fin dal XIV secolo ne flagellarono le coste. Il più temibile di questi fu il corsaro Dragut, originario dell’Anatolia in Turchia, che attaccò qualunque nave gli capitasse a tiro incurante di qualunque accordo. Il 22 luglio del 1547, giunto con le proprie navi in prossimità del tratto di costa tra Pescoluse e Torre Pali, il corsaro Dragut ordinò ai suoi uomini di sbarcare a Salve per assaltarla. Gli abitanti del luogo non si diedero per vinti e riuscirono a respingere i pirati dopo un lungo assedio.
Il nostro itinerario si propone di andare alla scoperta delle torri costiere, costruite a partire dal 1537 per volere di Carlo V, e dei luoghi che sono legati nella tradizione ai corsari.
La prima tappa è naturalmente a Torre Vado, dove si trova una delle più importanti “torri cavallare” cioè dotate di un cavallo: in caso di minaccia da parte dei pirati, un messaggero (anch’egli detto cavallaro) partiva subito per avvertire i paesi limitrofi.
Questa torre era particolarmente importante per la sua vicinanza a Salve, di cui già abbiamo parlato. Una volta dismessa, verso la metà dell’Ottocento Torre Vado divenne una stazione di controllo doganale, quindi negli anni ‘30 del secolo scorso fu acquistata da privati. Restaurata già nel 1935, la torre si sviluppa su due livelli su base circolare ed è coronata da una caratteristica merlatura.
La seconda tappa è poco distante: Torre dei Pali, frazione di Salve. Oggi quasi interamente distrutta, la torre fu edificata su uno scoglio, interamente circondata dall’acqua e unita alla terra ferma per mezzo di un ponticello in muratura. Per questo motivo, la torre era composta di un unico vano sviluppato su due piani e protetta per mezzo di un piccolo cannoncino (chiamato falconetto) attraverso le feritoie che si aprivano nella parte superiore.
Quando alla metà dell’Ottocento le torri vennero disarmate, Torre dei Pali versava già in pessime condizioni, peggiorate ulteriormente da un fulmine che nei primi anni ’70 del secolo scorso colpì l’ultimo pezzo del tamburo superiore abbattendolo. Oggi quel che resta della torre si trova a 15 metri dalla costa, circondato completamente dal mare.
La terza tappa è poco distante dalla spiaggia di Torre Pali, su uno scoglio isolato che viene chiamato Isola della Fanciulla.
Una leggenda locale narra infatti che il già citato corsaro Dragut, in una delle sue incursioni nell’entroterra, abbia rapito da una masseria la giovane figlia dei coloni. La fanciulla, che non si rassegnava a un futuro da schiava, cercò di fuggire ma la sua fuga durò solo pochi metri: venne riacciuffata e brutalmente abusata. Dracut le chiese di rinnegare la propria fede per avere salva la vita, ma lei si rifiutò e venne uccisa e abbandonata sulla spiaggia. Il Signore, avendone misericordia, fece levare un forte vento che coprì il corpo che dopo 7 giorni venne trovato con occhi rivolti al cielo e sorridente dai pescatori locali, che poterono così seppellirla. Leggenda vuole che alcuni giorni all’alba si possa vedere la figura della giovinetta che vaga lungo la riva che la vide martire.

